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“La Via del Sollievo - La Comicoterapia in Emergenza”

La manifestazione è patrocinata dall’U.E., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, dalla Provincia dell’Aquila, dal Comune di Roma – Municipio XIII e dal Consiglio Regionale del Lazio

In occasione del Forum Internazionale della Salute,presso il Palazzo dei Congressi all’Eur,, si terrà il Convegno “La Via del Sollievo – La Comicoterapia in Emergenza”, una conferenza per fare il punto sulle attività collegate della Protezione Civile e della disciplina che studia l’uso della risata per catalizzare le emozioni negative trasformandole in energia positiva e accelerare il processo di guarigione.

La manifestazione, organizzata dalla Ancis Politeia Onlus, è patrocinata dall’U.E., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, dalla Provincia dell’Aquila, dal Comune di Roma – Municipio XIII e dal Consiglio Regionale del Lazio.
Tra gli obiettivi del Convegno, anche l’analisi delle attività reciprocamente condivisibili per consentire il riconoscimento ufficiale della Comicoterapia in seno alle attività del nostro Dipartimento di Protezione Civile.

All’evento saranno presenti Daniela Pascolini, Presidente di Ancis Politeia, Emilio Garau, ex capo campo di Pianola (AQ), Roberto Mantua, ex capo campo di Pizzoli (AQ), insieme ai Dott. Giulia Marino e Antonio Salpietro del Dipartimento di Protezione Civile, rispettivamente rappresentanti del Servizio Psico-Sociale e Volontariato e l’On. Giacomo Vizzani - Presidente del Municipio Roma XIII, il quale la scorsa estate, in occasione della commemorazione del sisma Abruzzo, favorì l’arrivo, insieme all’On.le Bruno Prestagiovanni della Regione Lazio, di circa n. 100 famiglie abruzzesi ad Ostia Lido a trascorrere una giornata di sollievo.

Relatori del convegno i formatori dei clown dottori Guido Zanchin, Silvana Bencivenga e Katia Milanesi con Giorgia Viganego, docenti di Ancis Politeia Onlus.

Il dott.re Francesco Calsolaro, Anna Calemme, artista canoro (canto terapia), Silvia Ragni, psico-musico-terapeuta di Ancis Politeia Onlus, Sandra Masci, Associazione Musicoterapia Abruzzo Onlus, Dott.ssa Cinzia Blanc del Centro Toscano Musicoterapia, e i Proff., Gianni Biondi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e Anna Clerico dell’Azienda Policlinico Umberto I.

Verrà inoltre presentata l’iniziativa “Ambulaclown” - Coop.Lo Scudo.

Chi fosse interessato ci scrivi pure a service@clown.it

la pace in stazione

Abbiamo potuto assistere alla potenza dell'amore che vince l'odio... al sogno della PACE che vince la guerra... "ma dove?" NELL'ATRIO DI UNA STAZIONE DEI TRENI... non è una cosa SPECIALE????
Tutto questo grazie ad una meravigliosa amicizia con Francis che iniziò già nel 2003... e che grazie a questi ultimi meravigliosi cinque giorni ha potuto innalzarsi ad una condivisione di tempo, pensieri, risate, "spazi", abbracci, feste e idee...
Chiara e Matteo... Svampy e Bimbo!!!

Articolo on web




L'associazione Willclown organizza il corso di formazione per il clowndottore

Scritto da redazione novembre - 26 - 2009 Stampa articolo Stampa articolo

Si è svolta sabato 21 e domenica 22 Novembre, presso la Chiesa della SS. Annunziata, la parte introduttiva del corso della durata complessiva di 150 ore (100 ore teorcihe e 50 ore pratiche) per la formazione della figura del clown dottore, tenuto da Francis Calsolaro chiamata "Risveglio clown". Il corso ha l'obiettivo di risvegliare il clown nascosto in ognuno di noi mediante esercizi di espressione corporea e un approccio basato sull'educazione all'ascolto con elementi di base di clownerie. Il progetto proseguirà, mediante una formazione specialistica composta da una sezione dedicata alla medicina, una sezione psicologica e una parte ludica, con l'apprendimento di tecniche di micromagia e modellamento di palloncini.
Il corso è realizzato in collaborazione con Don Silvio, parroco della Chiesa della SS.Annunziata, e dell'Assessore alla Cultura e allo Spettacolo Marcella Sorrentino che in prima persona ha partecipato al corso.
"Il progetto Willclown nasce dalla volontà di Francis Calsolaro, esperto del settore, dopo le varie esperienze vissute in prima persona di impegno sociale in India, nei paesi dell'est e in seguito in Italia utilizzando impegni artistici, clown e pantomima, quali strumenti di conforto per alleviare le sofferenze delle persone in difficoltà", afferma Roberta Schipani, studentessa di medicina all'Università Cattolica di Roma e responsabile dell'associazione.
"In occasione del terremoto del Molise del 2002, il Will Clown Project ha avuto un ruolo fondamentale con un intervento a favore delle persone colpite dalla catastrofe" continua, " dal 2006 organizza diversi workshop dal titolo "Ambasciatori Clown" con Patch Adams, ideatore e pioniere della clown terapia. Nel 2009 è poi impegnato nella missione a favore del terremoto dell'Aquila".
Fondamentale è la grande attenzione data all'aspetto mimico espressivo e all'ascolto della persona che soffre. "Il nostro impegno nasce da una premessa, il non voler far ridere a tutti i costi. Nasce altresì dall'esigenza di sviluppare un programma d'informazione della clownterapia, affinché l'effetto mediatico non permetta una presenza in corsia invadente e sproporzionata. E' infatti necessario che per tali pratiche ci siano ritmi cauti e non aggressivi, essendo la figura del clowndottore da non confondere con l'animatore.
Il nostro fine è portare serenità e fiducia alle persone che soffrono, creando un link positivo tra pazienti e struttura sanitaria, rendendo l'esperienza vissuta come un ricordo gioioso e non solo intriso di sofferenza", conclude Roberta.
Per ogni informazione è possibile collegarsi al sito web www.clown.it.

Laura Ambrosone (link on web)

A riflettori spenti d'Inverno (per non dimenticare)

(Nella foto i clowndottori Deborah e Ilaria)
Le giornate nel campo intanto passano con monotonia, i pochi rimasti non
escono dalle tende se non per andare in mensa. Il freddo comincia a rendere
tutti un po' più nervosi del solito, farsi una doccia è ormai diventata
un'impresa che richiede coraggio e la notte si dorme con quattro o cinque
coperte per paura che l'ennesimo blackout lasci tutti al gelo. I bambini del
campo sembrano però non dar peso a certe cose e scorazzano tra le tende per
giocare con noi volontari.

Il martedì è un giorno di festa per loro perché arrivano i "dottori del
sorriso" dell'Associazione "Will Clown" di Pescara, tre simpatici ragazzi
che allietano il pomeriggio nel campo con giochi di prestigio e palloncini
colorati dalle forme più impensabili. Sami, Hermal e tutti gli altri non
stanno nella pelle, non riescono a spiegarsi come ha fatto il clown a far
scomparire e ricomparire una monetina da dietro il loro orecchio! Una delle
ragazze dell'associazione mi dice che l'entusiasmo dei bambini del campo non
è mai diminuito, neanche nei giorni immediatamente successivi al terremoto,
ma dai loro disegni e dai loro racconti, a volte veri a volte inventati, si
capisce che il trauma che hanno subito farà fatica a scomparire. (Articolo
estratto dal giornale Il meditteraneo)

Willclown invitati a Monte San giusto


Altro gruppo presente a Monte San Giusto in questi giorni,  "Willclown" principalmente da Pescara e Roma  coordinato da Valeria Pellicciaro. "Torniamo da diversi anni e molto volentieri! Dalle nostre parti non si è abituati alla presenza dei clown, invece qui si capovolge la situazione: chi non ha la stessa visione colorata e allegra della vita è solo una minoranza!". Il gruppo di Valeria, in arte "dott.ssa Stellina, ha dallo scorso Aprile un compito molto importante: aiutare i bambini, i genitori e gli anziani aquilani a lasciarsi alle spalle almeno un po' del dolore causato dal terremoto: "Andiamo in un campo di Paganica e cerchiamo di coinvolgere le vittime del sisma e sorridere un po'. Non è facile, affatto, siamo anche noi persone e quando torniamo a casa a volte capita di piangere per le storie che ascoltiamo e che ci coinvolgono. Per noi è un'esperienza di grande crescita." 
Dal Giornale: cronachemaceratesi di Beatrice Cammertoni  ed Eros Mandolesi

cronoca del cuore L aquila

Inizia il viaggio con una serie di frane e deviazioni, finalmente all Aquila, in visita da Anna Maria la zia di Debora ma anche un altra Anna Maria che è la mamma di Francesco il ragazzo rimasto vittima per amore, l accoglienza è unica e festosa. Alla stazione nella nostra postazione delle coccole viene richiesto il ritorno delle clownesse Minu ed Emanuela, gli effetti del gruppo di Roma Roberta e Daniela sono evidenti dal fatto che arrivano email che fanno riferimento alle loro visite, (la protezione civile è in astinenza dei vostri sorrisi)...Quello che si avverte di più è il senso di abbandono, paura, rabbia, molte sono le tendopoli popolari in cui manca sostegno morale qualificato, l incertezza è sovrana, attualmente i clowndottori di willclown pescara sono attivissimi con grande sacrificio costante sull Aquila ospedale, Paganica e le strutture marittime...Grazie ragazzi voi tutti (Francis C.)19 giugno 2009)

Piazza d'Armi (L'Aquila) cronaca ansa


Psicologi e clown per ridare sorriso ai bimbi dell'invitato Michele Galvan ANSA




IN PRIMA PAGINA SUL GIORNALE ARENA DI VERONA

«Dono abbracci ai bimbi senza sorriso»TESTIMONIANZE. Francis Calsolaro, dell'associazione di volontariato Willclown, si trova a L'Aquila tra gli sfollati nelle tendopoli per offrire sostegno psicologico

Ci sono anziani disperati perché non vedranno più la loro casa e persone che cercano un lavoro all'estero .... Gira per il campo tendato dei terremotati dell'Aquila con un cartello appeso al collo su cui sta scritto «Dono abbracci». E di abbracci ne dà e ne riceve tanti Francis Calsolaro, mimo e danzatore, fondatore di Willclown, l'associazione con numerosi gruppi in Italia che gira per gli ospedali per rallegrare i bambini ricoverati, e non solo loro, fornendo un supporto psicologico a chi deve affrontare una malattia o una situazione difficile.
Ora Francis, che ha già fatto esperienze analoghe in Molise e in Nepal, si trova a L'Aquila, rispondendo all'appello fatto dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna all'associazione dei clown-dottori per assistere i bambini e gli adulti coinvolti nel devastante terremoto in Abruzzo.
Francis Calsolaro è arrivato nemmeno 24 ore dopo il terremoto e si è unito ai colleghi di Pescara che nel campo tendato dell'Aquila hanno allestito una loro postazione. «Mi sono messo subito ad ascolare la gente, tutti, bambini, adulti, anziani. Il nostro stile è di non essere invadenti ma di metterci in ascolto. Per esempio i bambini. C'è chi vive questa situazione, che per gli adulti è terribile, come una sorta di sogno, un gioco. nella loro incoscienza infantile vivono il campo tendato come un campeggio, una sorta di incredibile, e anche bellissima, avventura. Ma c'è anche chi, come quel bambino che mi segue ormai da tre giorni, vive questa situazione con un senso di colpa. "Sono stato cattivo e queste sono le conseguenze" sembra volermi dire con il suo starmi sempre appresso, pronto a offrirmi acqua e aiuto per portare le borse. L'ho rassicurato più volte dicendogli che quello che è successo non è colpa di nessuno, che lui è un bravo bambino. Sembra che finalmente sia sia tranquillizzato».
Ma le reazioni di fronte alla devastazione che in pochi minuti ha cancellato persone e cose sono molto diverse. Se i bambini chiedono di giocare, di correre, di essere truccati dagli amici clown, gli adulti cercano conforto per la loro disperazione. Molte di queste situazioni sono raccolte nei siti www.calsolaro.it e www.clown.it.
«Le mamme vengono a ringraziarci per quello che facciamo per i loro bambini e anche per loro», racconta Calsolaro, ricordando che nel campo dell'Aquila sono già al lavoro numerosi psicologi e psicologhe per dare sostegno alla popolazione colpita dal terremoto. «Ci sono persone che mi vengono incontro, mi guardano, abbozzano a un sorriso, talvolta piangono, e poi mi abbracciano. C'è bisogno anche di questo, dopo una tragedia come il terremoto, di piccoli concreti segni di solidarietà. Come un abbraccio, che in questo caso diventa terapeutico».
Ma c'è anche chi non vuol stare con nessuno. «Girando ho visto un uomo seduto sulla scala di un edificio. Mi sono seduto accanto a lui, senza dire nulla. Dopo un po' ho allungato una mano verso le sue. E lui me l'ha stretta, senza parlare. Ma ho trovato tante storie disperate, come quella della signora di 82 anni che mi ha confessato di essere molto triste perchè alla sua età non avrebbe più potuto veder ricostruita la casa andata distrutta. "Sarò costretta a morire in un prefabbricato o in chissà quale ospizio", mi ha detto sconsolata. E poi quel ristoratore abruzzese che è riuscito a salvarsi appena in tempo con la famiglia dal crollo della casa, ma che ha perso tutto, compreso il locale che era riuscito ad aprire dopo anni di sacrifici. "Non voglio più tornare in questa terra, non la voglio più vedere", mi ha detto disperato. E appena vedeva una telecamera o un giornalista andava a chiedere come si trova un lavoro all'estero».
A L'Aquila la terra trema ancora, come conferma Francis Calsolaro, che racconta:«Di luoghi terremotati ne ho visti ancora ma qui è peggio di tutti. Anche stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono stato risvegliato bruscamente, come se qualcuno urtasse con forza la branda. Era l'ultima fortissima scossa che ha fatto tornare la paura in Abruzzo. Si ha la sensazione che la terra stia per saltare in aria da un momento all'altro. La gente, terrorizzata, è corsa fuori dalle tende. Non c'è nessun pericolo a stare in tenda, si capisce. Ma la psicosi è tale che l'istinto di tutti è quello di scappare».

società italiana di pediatria

L'evento del 5 e 6 maggio 2007 è stato pubblicato su SIP (società italiana di pediatria)
riguardante il workshop sulla figura del clowndottore "Il bambino in ospedale"
Link: www.sip.it>

COMUNICATO STAMPA CLOWNDOTTORI

COMUNICATO STAMPA CLOWNDOTTORI

<<< COMUNICATO STAMPA >>>

FEDERAZIONE NAZIONALE CLOWNDOTTORI (FNC)


E-mail: info@clowndottori.it - www.clowndottori.it





2° Workshop: "Il bambino in ospedale"

1° Convegno Internazionale della Federazione Nazionale Clown Dottori

"IL CLOWN DOTTORE: evoluzione, ricerca e prospettive"

Sanremo - Grand Hotel de Londres 4-5 Maggio 2007
Crediti E.C.M.

1° Convegno Internazionale della Federazione Nazionale Clown Dottori
"IL CLOWN DOTTORE: evoluzione, ricerca e prospettive"


Chi siamo
La Federazione Nazionale Clowndottori ha la sua sede in Roma a Testaccio e nasce dall'unione di undici organizzazioni no-profit il 12-12-2005 (associazioni, cooperative e fondazioni) che da anni operano nelle strutture socio-sanitarie ed ospedaliere in Italia e all'estero:
Associazione Andrea Tudisco onlus, Associazione Aquilone di Iqbal a.p.s., Associazione culturale Sogno Clown onlus, Associazione G.A.U. - Gruppo di Azione Umanitaria, Associazione La Carovana dei Sorrisi, Associazione Will Clown Project, Federazione Nazionale Ridere per Vivere, Fondazione Theodora onlus, Il Cerchio del Sorriso, Il naso in tasca, Soccorso Clown Soc. Coop. Sociale onlus.

Lo scopo.
Ormai da tempo il Clown è uscito dal circo e dal teatro per favorire l'umanizzazione dei processi di cura e riabilitazione in ambito socio-sanitario. Portare la risata e le conseguenti emozioni positive nei contesti sociosanitari aiuta ad accendere la scintilla vitale: nel mutare in senso positivo le emozioni negative si compie un'operazione importante in senso terapeutico, fornendo alla persona in difficoltà strumenti per attivare le proprie risorse positive.
Il Clown Dottore opera questa trasformazione in contesti ospedalieri (non solo pediatrici), in centri per la diversabilità, in centri per la terza età, in contesti sociali difficili (carceri, quartieri a rischio), nelle scuole, in missioni umanitarie ed anche nel campo della formazione (insegnanti, operatori sociosanitari, personale d'azienda).

Si è avvertito negli ultimi anni l'esigenza di fare chiarezza sul ruolo, le competenze, le modalità di intervento, le metodologie formative dei "nasi rossi" come agenti di servizio per la persona.
Il convegno metterà intorno ad un tavolo in ordine alfabetico Clowndottori, Infermieri, Medici, Operatori Sociosanitari, Professori Universitari di Bolzano, Bologna, Parma, Genova, Roma e Psicologi.
Il convegno sarà occasione per fare il punto della situazione sulla Figura del Clowndottore in realtà terapeutiche, il valore professionale di detta figura, una fotografia sulla realtà esistente in Italia e sugli sviluppi formativi e legislativi che detta figura dovrà avere per un futuro accreditamento.
Interessante sarà l'intervento di Michael Christensen direttore del Big Apple Circus di New York (Ufficialmente per la prima volta in Italia), che nel 1986 fondò la prima Clown Care Unit (unità di sostegno sanitaria di clown) presso il Presbiterian Hospital che cominciò ad operare in New York e poi succesivamente a Boston, Los Angeles e San Francisco. Sono stati creati circa 17 progetti negli ospedali pediatrici distribuiti su tutto il territorio Americano con circa 90 clowns operativi e oltre 200.000 bambini assistiti fino ad oggi.
Anche da questo confronto si metterà in luce come una figura ecclettica come il clown possa essere oltre ogni immaginazione un mezzo artistico per mediare le emozioni, superando le barriere culturali e generazionali, affermandosi come un essere universalmente accettato ma che necessita di una preparazione professionale e certificabile per la delicatezza degli ambiti in cui va ad operare.
Gli organizzatori annunciano un convegno intenso, scoppiettante e ilare, ma serissimo e denso di contenuti e novità.
A presto a San Remo nell'ambito del Global Educational Festival, un festival che vedrà la partecipazione di scuole provenienti da tutta Europa che si confronteranno in diverse discipline come Musica, Danza, Teatro e Regia con produzioni proprie.
Una grande Festa dell'arte al servizio del sociale.

Dott. Roberto Flangini
Alias
Dottor Collina Senzalberi
Presidente Federazione Nazionale Clowndottori

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ricerca ventennale

Lo stabilisce una ricerca durata 20 anni Ridere? Serve a non morire Il riso è un segnale di pace: permette di far sapere a chi ci sta intorno che non abbiamo cattive intenzioni
Lo rivela uno studio condotto per oltre vent'anni da Robert R. Provine
NEW YORK – La risata non è una risposta intellettuale a qualcosa di divertente ma uno strumento istintivo di sopravvivenza, tipico degli animali sociali. Che la utilizzano per conservare la specie. Ridere per non morire, insomma. Lo rivela uno studio condotto per oltre vent'anni da Robert R. Provine, docente di psicologia e neuroscienze presso l'Università del Maryland, secondo cui il riso è «un atto ancestrale, antico e crudo, che mostra le radici comuni a tutti gli esseri umani, forse a tutti i mammiferi».
DARWIN E DINTORNI- Da Platone ad Aristotele, da Kant a Schopenhauer e da Hobbes a Freud, scienziati e pensatori tentano da oltre duemila anni di comprendere questa manifestazione umana, naturalissima ed insieme misteriosa. Ma è stato il padre dell'evoluzionismo Charles Darwin il primo ad applicare il metodo scientifico allo studio della risata e delle emozioni in generale. Ne «L'espressione delle emozioni negli animali e nell'Uomo», Darwin abbozzò per la prima volta lo studio del comportamento animale secondo una prospettiva evoluzionistica, che avrebbe dato poi spunto nel secolo successivo all'etologia.
RISATA DI STRADA - All’inizio della sua ricerca il prof Provine aveva riunito un gruppo di persone nel suo laboratorio hightech in Maryland, costringendole a guardare per ore ed ore il programma satirico «Saturday Night Live», considerato tra i più ilari della tv Usa. Ma quando si è reso conto che anche le puntate più divertenti facevano sbadigliare le sue “cavie”, – collegate ad un monitor misura-risata attraverso uno scanner neuro-cerebrale, - Provine ha deciso di spostare la ricerca nel suo habitat “naturale”. «Sono andato nelle piazze, nei centri commerciali e nei marciapiedi e ho studiato migliaia di episodi», racconta. «Ho scoperto che il 90 per cento delle risate sopravvengono dopo frasi banali quali “Lo so”, “Ciao” e “Ci vediamo dopo”».
PACIFISMO - Il motivo dietro questo fenomeno? «Il riso è il meccanismo che permette di far sapere a chi ci sta intorno che non abbiamo cattive intenzioni», teorizza il professor Jaak Panksepp della Washington State University, co-autore dello studio. «E’ uno strumento evolutosi per segnalare la nostra disponibilità ad interazioni amichevoli». Tra le altre scoperte: «Chi parla, soprattutto se donna, tende spesso a ridere più di chi ascolta». «L’oratore usa la risata come punteggiatura tra una frase e l’altra». «Ridere è un processo involontario, per dare un tono più piacevole alla conversazione, attirare o risvegliare l'attenzione di chi ci sta di fronte, fissare ciò che si è appena detto o introdurre ciò che si sta per dire».
RISO OSTILE - Le risate possono essere anche di scherno e essere l’equivalente di un insulto. Ma Previne ha scoperto che non è questo l'uso più comune, perché il riso è soprattutto «un raffinato lubrificante sociale», «un modo per farsi nuovi amici» e «fissare l’appartenenza di ciascuno nella gerarchia sociale». «Ma in definitiva ridere è, soprattutto, un segnale sociale molto sincero», puntualizza lo scienziato, «perché è quasi impossibile da fingere o simulare. Chi ride spesso lo sa».